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Chi sono

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Allo stesso modo del micelio fungino nel suolo della foresta, il gruppo di professionisti che compone Funghi del Bardo punta ad una crescita costante.

 

Attualmente è composto da me, Simone Graziosi, che ho dato avvio a questo progetto, e questo è un breve racconto del mio percorso... 

Una domanda che mi viene posta spesso è: «Perché proprio i funghi?». Che cosa può esserci di tanto affascinante in una manciata di ife da spingere qualcuno a costruirvi intorno il proprio percorso di formazione e ricerca?

 

Nel mio caso, tutto è cominciato da bambino, quando mi accompagnarono per la prima volta a cercare funghi. Fu una folgorazione immediata.

 

La passione poi è proseguita con gli studi, prima con la tesi di laurea triennale in Scienze del Territorio e dell’Ambiente Agro-forestale, dedicata alla comunità fungina di un bosco di pino nero. Poi i funghi mi hanno ancora guidato, conducendomi verso territori sempre nuovi: durante la laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie ho studiato le sorprendenti relazioni tra tartufi e orchidee selvatiche; con il dottorato in Salute, Sicurezza e Sistemi del Verde, invece, mi sono occupato di nuove tecnologie per la coltivazione di Tuber magnatum, il tartufo bianco pregiato.

 

Durante il dottorato ho avuto inoltre l’opportunità di collaborare con un’azienda specializzata nella produzione di piante micorrizate con tartufi: un’esperienza che mi ha permesso di avvicinare la ricerca scientifica alla pratica produttiva.

 

Ho poi completato la mia formazione frequentando il corso professionalizzante per micologo, riconosciuto a livello nazionale, e conseguendo l’abilitazione alla professione di agronomo, sezione A.

Ma la mia esperienza non si è costruita soltanto nelle università, nei laboratori o sui libri. È continuata a crescere soprattutto nel bosco, attraverso innumerevoli giornate di ricerca, osservazione, confronto con altri appassionati e raccolta, nei corsi specifici e nelle esperienze di coltivazione: occasioni preziose per confrontare ciò che si studia con ciò che l’applicazione del sapere insegna.

Tornando alla domanda iniziale, trovare una risposta non è semplice. Il bosco è per me sia un antico museo da ammirare e rispettare, che un accogliente salotto in cui potersi accomodare per ritrovare la pace. Soprattutto, è uno dei luoghi in cui è più facile incontrare loro, i funghi. Da sempre ho riconosciuto i funghi come organismi sorprendenti: forme di vita discrete e misteriose, capaci di fruttificare rapidamente e tornare a svilupparsi nel loro substrato, così da continuare la propria essenziale attività per gli equilibri dell’ecosistema.

 

Forse è proprio questo contrasto a renderli tanto affascinanti ai miei occhi: il loro essere fugaci e, al tempo stesso, profondamente presenti; nascosti, eppure indispensabili. Un regno diverso, silenzioso, che sostiene la vita del pianeta e continua, ancora oggi, a suscitare in me meraviglia e nuove domande.

Sede e luoghi d'azione

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Funghi del Bardo crede nella valorizzazione delle aree più svantaggiate, come quelle interne e montane, particolarmente adatte alle sue attività.

La sua sede si trova nell’Appennino tosco-emiliano, che rappresenterà quindi la sua prima area d’intervento.

Tuttavia, il progetto non si limiterà a queste zone: intende promuovere la coltivazione di funghi e tartufi anche in altri territori italiani, contribuendo allo sviluppo delle realtà coinvolte e supportando la volontà di chi crede che i funghi possano essere una soluzione per il futuro.

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